Gabriele Massari Un coltello tra le scapole

16Nov/1124

La mia sul governo tecnico

monti

In questi giorni sto leggendo un marasma di frecciate sull'appena nato Governo Tecnico.
Siamo nelle mani dei banchieri, dei poteri forti, degli ammiragli.

Insomma, lo sport preferito degli italiani. Lamentarsi sempre e comunque.

E sì. Perché la pizza è sempre troppo cotta, o troppo fredda, o troppo poco condita, o è arrivata troppo tardi.
Eccheccazzo.

Guardando la squadra A ME saltano subito agli occhi un paio di cose.
1.  Non ci sono troie salite li a colpi di pompini
2. Nessuno deve presentarsi in tribunale per un qualsivoglia reato

Che dovrebbe essere la normalità in qualsiasi governo, ma qui da noi non è stato così per tanto tempo, quindi è sicuramente un passo avanti.

3. Per una dozzina di mesi non saremo guidati da politici. Olè

E' un passo avanti cazzo. Ammettetelo.
Poi si possono fare tutti i discorsi che volete sulle banche, sul fatto che i militari sono stupidi e che le donne sono brutte. Ma un bicchiere del vino buono bevetevelo alla salute della Gelmini e di Brunetta che sono andati a Fanculo.

Altro appunto. Napolitano. Ha dimostrato di avere le palle più grosse e quadrate di qualsiasi altro politico esistente in Italia. Che spariscano tutti per sempre è un pio desiderio che ormai in molti condividiamo.

13Jul/114

Coerenza

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Sono così esterofilo che una volta tornato in Italia ho deciso di spostare i miei averi all'estero.

(ed il fatto che per alcuni l'esterofilia sia una malattia mi fà sganasciare dalle risate :D )

21Jun/1140

Se vuoi qualcosa

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...allunga la mano e prendila ( Into the Wild )

E vabbè...sono a Roma da più di 2 mesi e non ho più dato notizie...lo so...

La vita scorre più frenetica, con più cose da fare in meno tempo. Che questo sia un pregio o un difetto ancora non lo so.

Di certo devo ricominciare a bloggare regolarmente, e di fare un lungo resoconto di questi mesi al momento non ne ho tempo e voglia.

Voglio però sottolineare  una cosa che ho davvero capito negli ultimi 2 mesi. Qualcosa che soprattutto a "noi del sud" ci viene inculcato fin da piccoli. E che crediamo una realtà assoluta. Mentre invece è una cacata pazzesca.

"Eeeehhh nella vita bisogna fare sacrifici"..."E che vuoi, ci si deve accontentare"

CAZZATE DA PERDENTI

Io sono felice della mia vita. Dei cambiamenti che faccio e che sono riuscito a fare. Del mio rimettermi in gioco di continuo. E sono felice non perchè "ah c'è crisi non troverò mai lavoro", invece di "eh ma tanto vanno avanti i raccomandati", o anche il bellissimo "ma io a casa stò bene e mi metto da parte i soldi".

Questi sono i modi per non ottenere un cazzo dalla vita. Se vuoi ottenere qualcosa, questo è il modo sbagliato.
Se vuoi ottenere una cosa niente può fermarti dall'ottenerla. Se non sei un perdente  nato ovviamente. O se ti ritieni tale, che forse è ancora peggio.

Ho lasciato un lavoro sicuro per ottenerne un'altro sicuro in una situazione orrenda come quella Italiana. In una città difficile come Roma. Ho trovato una casa che mi piace in una zona tranquilla di una città che è un bordello. A fronte di tanti amici dei quali sono felice contro i pochi (anche se ottimi, sia chiaro) che avevo prima. Tutto questo con la donna che amo.

E non perchè sono più fico, intelligente, bello, toco di chiunque altro. Solo perchè mi piace mettermi in gioco. Non sono un precario perchè non voglio essere un precario.

A differenza di molti a cui piace sguazzarci dentro.

Concludo con un pensiero rivolto a coloro che sono all'estero e si lamentano di stare all'estero, a coloro che sono in patria e si lamentano di chi stà all'estero ed a coloro che sono in patria e si lamentano di stare in patria (niente link, sono troppi):

Puntare il dito verso chi si ritiene più cretino e facile. Ma in questo modo continuerete a prendervela nel culo.

p.s.
Ancora una volta il post può risultare incazzato. Non lo sono =) anzi sono davvero felice =)

2Aug/1015

Si nota subito che…

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Vedere l'Irlanda dopo aver visto l'America è come vedere l'Italia dopo aver visto l'Irlanda.

30Jun/1041

Perche' non me ne frega niente se e' morto Taricone

gf

Mi allaccio al discorso dell'amico Top Gun, sul suo Blog, per prendere una posizione sicuramente non gradita a molti, ma probabilmente meno ipocrita di tante altre.

E' morto Taricone. La cosa mi lascia totalmente indifferente. La gente diventa solidale e disperata per persone delle quali  fino a 5 minuti prima avevano dimenticato l'esistenza.
Come nel caso di Michael Jackson. Fino al giorno prima era un pedofilo che faceva musica di merda. L'indomani é diventato l'artista piú buono e bravo del mondo.

Taricone ha partecipato ad uno dei pilastri del degrado italiano, ne é stato proprio parte attiva, ANZI, la sua realizzazione nella vita é passata proprio da quel teatrino delle marionette. Ed era iscritto/simpatizzante di Casa Pound. La peggiore feccia neofascista lobotomizzata che ci sia in Italia. Gente che picchia i cinesi dentro i loro negozi nel quartiere Esquilino.

Eh si, non provo niente per la morte di una personcina del genere. Non esulto, ma neanche mi dispiace.
Nella vita ho imparato che preferisco stare con una persona intelligente di destra, piuttosto che una scema di sinistra. Ma scema e di destra é troppo per me. E questo é Casa Pound.

Vorrei anche fare un discorso squallido sulla "fortuna" dell'essere morto con il paracadute, piuttosto che per un male incurabile che ti mangia per mesi o anni, ma per adesso ve lo evito...ma se chiunque di noi dovesse fare una top-ten dei modi in cui morire, son sicuro che lo metterebbe, il paracadute.

Ok, lascia una povera bambina, ok la moglie sará disperata, ok non si dovrebbe morire a 35 anni, tutto ok, tutte ovvietá.

Sempre Top Gun ha portato l'attenzione sulla morte di Leonardo Ippoliti. E fá notare come la morte di operaio vale di meno di quella di un Taricone. E su questo siamo totalmente d'accordo. Magari era una persona migliore di Taricone, magari peggiore. Resta che ci sono 2 pesi e 2 misure anche nella nostra percezione della vita.

Conclusioni? Non ne ho. E' un post sterile, un mio mega pensierino.

5Mar/103

Articolo CapaRezza Per Smemoranda 2010

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Copio e incollo questa trascrizione direttamente dal blog Caparezza, tutto e di piú.
Il post é datato Settembre 2009...ma potrebbe anche essere datato 1 gennaio 1999 o 31 febbraio 2011 e sarebbe esattamente lo stesso....

Bellissima soprattutto la parte riguardante l'Iraq

Il dispiacere di saperlo.

Ho capito di essere diventato popolare quando ho visto la mia faccia nel riquadro di un cruciverba sulla Settimana Enigmistica.
Nella mia testa, essere un 37 verticale rappresentava il massimo della notorietà possibile.
Per la cronaca, il mio nome era attraversato da "Amanda Lear", "ippopotamo", "arrivederci", "Zorro", "arazzo" e "salamandra".
In fondo mi ritrovo in ognuno di questi elementi, soprattutto in Amanda Lear.

Divertito dall'essere divenuto un quesito enigmistico prendo a esaminare il periodico in questione e mi soffermo sulla popolarissima rubrica "Il piacere di saperlo!", un tempo conosciuta come "Forse non tutti sanno che..".
Questa rubrica mi ha sempre affascinato perché leggendola, da piccolo, ho scoperto che la desmopatia è una malattia dei tendini, che nel 28% dei paesi mondiali si guida tenendo la sinistra e che il paramento che il sacerdote indossa sopra il camice durante la Messa, il cui colore varia in relazione al tempo liturgico, alla solennità del giorno e alla natura della cerimonia viene chiamato "pianeta".

Effettivamente sono tante le cose che non sappiamo, lo diceva anche Ligabue a Elisa.
Crescendo mi sono chiesto come mai mi fossi ridotto ad attingere informazioni da un periodico di enigmistica e, marzullianamente parlando, mi sono dato una risposta.
Evidentemente il ruolo dell'informazione, in questo paese, più che essere marginale è una specie di passatempo.
Siamo tutti convinti che ci sia pluralismo informativo solo perché in edicola albergano 100 quotidiani che danno 100 versioni dei fatti completamente differenti.
Ad ogni modo non voglio rispolverare la diatriba sulle pressioni editoriali e sul "pronismo", neologismo coniato da Alessandro Golinelli durante un faccia a faccia con Emilio Fede mediato da Maurizio Costanzo (mancava solo il mago Zurlì) e che sta a indicare il giornalismo che si prona "davanti al padrone, in maniera spaventosa".

Mi piacerebbe semplicemente farvi capire cosa sta accadendo all'informazione italiana attraverso la magia del cruciverba.

7 orizzontale, 4 lettere:
A: Nazione in cui è stata esportata la libertà per contrastare il terrorismo internazionale
B: Paese bombardato per presunto possesso di armi di distruzione di massa mai ritrovate.
La risposta è sempre la stessa: Iraq.

Come vedete le definizioni sono completamente differenti a seconda del punto di vista che il "definente" vuole spingere.
L’italia è piena di “definenti”.
Per forza di cose non mi rimane che la Settimana Enigmistica.

Anzi, sapete cosa vi dico? Stavolta la rubrica de "Il piacere di saperlo" la redigo io, insieme ai Medici senza Frontiere, un'organizzazione umanitaria che agisce là dove il "pronismo" è totalmente assente.

Ecco:
1: Forse non tutti sanno che in un anno i telegiornali di Rai e Mediaset hanno dato 208 notizie su Carla Bruni e 53 sul sanguinoso conflitto del Darfur che ha causato più di 2 milioni di profughi.
2: Forse non tutti sanno che sono state prodotte 33 notizie sulla love story estiva tra Briatore e la Gregoraci e 12 sull'epidemia di colera in Zimbabwe che ha ucciso più di 3.500 persone
3: Forse non tutti sanno che lo spazio dedicato dai telegiornali alle crisi umanitarie nel 2008 è del 6%.

E adesso leggete pure le vignette umoristiche.