Senonoraquando, secondo me

Se mi dovessero chiedere "cosa ne pensi del se non ora quando" darei solo una parola come risposta.
Ridicolo.
E non da un punto di vista ideologico. O politico. Ma un punto di vista semplicemente da "essere senziente con pollice opponibile che vive nel 2011"
Cioè...ricordate Mary Poppins? Voto alle donne voto alle donne? Era ambientato nel...bhò...1910? Non ricordo...circa 100 anni fà.
Cento fottutissimi anni fà.
Ed in Italia ci si ritrova a dover dire "sono una donna non sono un oggetto"
Dopo cento fottutissimi anni
Non è ridicolo?
E' ovvio che condivida appieno le motivazioni che spingono migliaia di donne a scendere in piazza. A manifestare contro un puttaniere che insegna "se vuoi fare carriera apri la bocca a chi l'ha più profumato". Normale. Giusto. Ovvio. Scontato. Grazie tante.
Non è la manifestazione ridicola, è il susseguirsi di eventi che l'anno creata, che hanno del ridicolo.
E' quello che c'è un passo indietro, che è ridicolo.
Non capisco come ci si possa ancora ridurre a ribadire concetti pateticamente basilari. E che cazzo.
Pari diritti a uomini e donne. Parità sul lavoro. Sulla carriera. In casa. Minchiate.
Bisogna andare in piazza per ribadire questi concetti? Ridicolo, non vi pare?
Bisogna ribadire che non basta allargare le cosce per essere ministro. Ridicolo.
Bisogna ribadire che escort vuol dire puttana. E le puttane guadagnano di più dei ricercatori. Ridicolo.
Bisogna ribadire che la carriera di una persona non si decide in base a come muove il culo durante un festino hard. Ridicolo.
Gli ultimi 20 anni dell'Italia. Ridicoli.
p.s.
A scanso di equivoci ribadisco che condivido più di chiunque altro le motivazioni della protesta, ma trovo inammissibile essersi ridotti a dover ribadire concetti base che sono stati sommersi dall'idea pompinocratica della nostra nazione.
Articolo CapaRezza Per Smemoranda 2010

Copio e incollo questa trascrizione direttamente dal blog Caparezza, tutto e di piú.
Il post é datato Settembre 2009...ma potrebbe anche essere datato 1 gennaio 1999 o 31 febbraio 2011 e sarebbe esattamente lo stesso....
Bellissima soprattutto la parte riguardante l'Iraq
Il dispiacere di saperlo.
Ho capito di essere diventato popolare quando ho visto la mia faccia nel riquadro di un cruciverba sulla Settimana Enigmistica.
Nella mia testa, essere un 37 verticale rappresentava il massimo della notorietà possibile.
Per la cronaca, il mio nome era attraversato da "Amanda Lear", "ippopotamo", "arrivederci", "Zorro", "arazzo" e "salamandra".
In fondo mi ritrovo in ognuno di questi elementi, soprattutto in Amanda Lear.
Divertito dall'essere divenuto un quesito enigmistico prendo a esaminare il periodico in questione e mi soffermo sulla popolarissima rubrica "Il piacere di saperlo!", un tempo conosciuta come "Forse non tutti sanno che..".
Questa rubrica mi ha sempre affascinato perché leggendola, da piccolo, ho scoperto che la desmopatia è una malattia dei tendini, che nel 28% dei paesi mondiali si guida tenendo la sinistra e che il paramento che il sacerdote indossa sopra il camice durante la Messa, il cui colore varia in relazione al tempo liturgico, alla solennità del giorno e alla natura della cerimonia viene chiamato "pianeta".
Effettivamente sono tante le cose che non sappiamo, lo diceva anche Ligabue a Elisa.
Crescendo mi sono chiesto come mai mi fossi ridotto ad attingere informazioni da un periodico di enigmistica e, marzullianamente parlando, mi sono dato una risposta.
Evidentemente il ruolo dell'informazione, in questo paese, più che essere marginale è una specie di passatempo.
Siamo tutti convinti che ci sia pluralismo informativo solo perché in edicola albergano 100 quotidiani che danno 100 versioni dei fatti completamente differenti.
Ad ogni modo non voglio rispolverare la diatriba sulle pressioni editoriali e sul "pronismo", neologismo coniato da Alessandro Golinelli durante un faccia a faccia con Emilio Fede mediato da Maurizio Costanzo (mancava solo il mago Zurlì) e che sta a indicare il giornalismo che si prona "davanti al padrone, in maniera spaventosa".
Mi piacerebbe semplicemente farvi capire cosa sta accadendo all'informazione italiana attraverso la magia del cruciverba.
7 orizzontale, 4 lettere:
A: Nazione in cui è stata esportata la libertà per contrastare il terrorismo internazionale
B: Paese bombardato per presunto possesso di armi di distruzione di massa mai ritrovate.
La risposta è sempre la stessa: Iraq.
Come vedete le definizioni sono completamente differenti a seconda del punto di vista che il "definente" vuole spingere.
L’italia è piena di “definenti”.
Per forza di cose non mi rimane che la Settimana Enigmistica.
Anzi, sapete cosa vi dico? Stavolta la rubrica de "Il piacere di saperlo" la redigo io, insieme ai Medici senza Frontiere, un'organizzazione umanitaria che agisce là dove il "pronismo" è totalmente assente.
Ecco:
1: Forse non tutti sanno che in un anno i telegiornali di Rai e Mediaset hanno dato 208 notizie su Carla Bruni e 53 sul sanguinoso conflitto del Darfur che ha causato più di 2 milioni di profughi.
2: Forse non tutti sanno che sono state prodotte 33 notizie sulla love story estiva tra Briatore e la Gregoraci e 12 sull'epidemia di colera in Zimbabwe che ha ucciso più di 3.500 persone
3: Forse non tutti sanno che lo spazio dedicato dai telegiornali alle crisi umanitarie nel 2008 è del 6%.
E adesso leggete pure le vignette umoristiche.
Caparezza – 5 Febbraio 2009
Ed a chi pensa che siano soldi buttati...invito ad ascoltare il testo di questa canzone: http://it.youtube.com/watch?v=ElqLPfEzkn4











